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venerdì 18 maggio 2012
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Stare a tempo: Consigli pratici

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Coreografia di Tango – (in 4/4)

(se in 2/4 modificare Bar e Progressivo)

Figurazione

Timing

Beat

Bar

Progress.

lento

(attenzione al fianco Dx che conduce; dama Sx))

S

2

0,5

0,5

giro rovescio aperto

QQS QQS

8

2

2,5

passo argentino laterale (2, 3, 4)

(con finale in linea di ballo)

QQS

4

1

3,5

promenade con pivot + pivots

(attenzione all’equilibrio nei pivots)

S QQ QQ S

8

2

5,5

promenade chiusa

S QQS

6

1,5

7

p.p. chiusa con chassè sincopato

(terminata in diagonale centro)

SS Q&Q S

8

2

9

chiocciola

(attenzione ai movimenti

della testa all’ultimo battito)

S QQ QQ

6

1,5

10,5

promenade aperta

(vedi nota A)

S QQS

6

1,5

12

passo argentino laterale (2, 3, 4)

(terminato in linea di ballo)

QQS

4

1

13

promenade con pivots + pivots

(attenzione alla finale)

S QQ QQ S

8

2

15

medio cortè

(non allungare troppo il 3 passo)

QQS

4

1

16

ripetere dall’inizio

(S)

=

=

=

CURIOSITA’

Cosa possiamo dire di un giovanotto che gioca al calcio nel prato vicino a casa propria e tira al pallone senza colpirlo cioè muove la gamba o prima o dopo che arriva il pallone accanto?

E se questo giovanotto, che tira al pallone senza colpirlo, cioè muove la gamba o prima o dopo che arriva il pallone accanto, giocasse nella squadra della propria città? Oppure se giocasse in serie B o A? Cosa ne pensate?

Cosa possiamo dire di quel signore che gioca al tennis e muove la racchetta senza colpire la pallina, cioè muove il braccio in avanti o prima o dopo che è giunta la pallina all’altezza di tiro? Proviamo a pensare un po’ cosa diremmo a questa persona che vuol giocare a tennis così.

Oppure ancora; pensiamo a un signore che guida la macchina ed ha l’abitudine di partire prima che il semaforo diventi verde, oppure dopo che è finito il verde ed è diventato rosso!

Pensiamo ad una persona che si è presentata ieri ad un appuntamento che invece aveva oggi; oppure che all’appuntamento di oggi si presenterà domani.

Possiamo fare molti, ma molti esempi di questo tipo e tutti con la stessa finale che è facilmente immaginabile.

Una persona che balla e che non sta a tempo (cioè muove il piede sul battito precedente o successivo o comunque sul battito diverso da quello che deve) si trova nelle stesse condizioni di quei signori e la finale è sempre la stessa e sempre facilmente immaginabile.

La stessa cosa detta sul battito vale per la battuta o misura.

ED ORA ECCO I CONSIGLI PRATICI

Come fare nel Ballo per stare a tempo? Facile, basta imparare ad ascoltare la musica e fare i passi quando occorre.

E per imparare bisogna allenarsi tante volte; per esempio devi fare così:

Ascolta attentamente, per migliaia di volte, qualche differente CD con inciso musica per competizioni di Ballo (brani puliti di orchestre serie); da essa cogli e intuisci:

  1. i battiti (nella polka ve ne sono due ogni misura o battuta; nel valzer tre, nel tango due o quattro a seconda dell’orchestra che suona e del tipo di Tango, nel CHA-CHA quattro, ecc. ecc.);
  2. la parte introduttiva, cioè quella parte che può, in generale, essere ascoltata senza movimento cioè non ballabile; subito dopo questa parte iniziano i battiti veri e propri e da lì si inizia a ballare ed a contare il tempo (battiti, misure, semifrasi, frasi); per alcune Classi avanzate è possibile ballare una brevissima sequenza durante l’introduzione;
  3. riconosci il tempo musicale (2/4, 3/4, 4/4 o pulsante); è 2/4 nella polka, è 3/4 nel valzer e nella mazurka, è 4/4 nel tango e fox (nel tango può essere anche 2/4; anzi, nella Danza Sportiva è in generale di 2/4), è pulsante in quasi tutte musiche da discoteca, ecc.
  4. riconosci con sicurezza il primo battito di ogni misura; questo battito è diverso dagli altri della stessa battuta; per esempio: la polka misura in due battiti, cioè in due tempi, ed è molto importante riconoscere il primo di questi due battiti perché è su questo che inizia la figura cioè è su questo primo battito che si solleva la gamba e si fa il saltello per esempio del primo passo del giro a destra! Non sul secondo battito! Un altro esempio: il valzer misura in tre battiti, cioè in tre tempi, ed è molto importante riconoscere il primo di questi tre battiti perché è su questo che inizia la figura, cioè è su questo primo battito che inizia il primo passo del giro a destra o a sinistra, se inizio sul secondo o sul terzo Ballo fuori tempo!
  5. individua le misure o battute cercando di capirne la successione cronologica (la prima battuta, la seconda battuta, la terza battuta, ecc. . . . . . la sedicesima ed ultima battuta della frase) e, quindi:
  6. la loro collocazione nella frase musicale (impara a contare le 16 misure di ogni frase musicale; incomincia dalla mazurka che è la più facile, poi conta 16 misure o battute nel valzer, cerca poi di capire la composizione della frase musicale che è sempre composta da 16 misure o battute in ogni Ballo); infatti, nella mazurca la sedicesima (ultima) battuta della frase è composta da soli due battiti e non da tre;
  7. impara a riconoscere le frasi e semifrasi (la semifrase è metà frase, cioè 8 battute o misure);
  8. cerca di capire, dalla musicalità della battuta o anche da altri elementi musicali, a che punto si è nella frase; cioè cerca di capire quale delle 16 battute stiamo ascoltando; è difficile da imparare ma bisogna allenarsi a riconoscere immediatamente il punto in cui siamo; bisogna cioè capire a quale battuta siamo, se siamo a metà o vicini alla sedicesima; questo è molto importante per prepararci alla sedicesima battuta che è l’ultima della frase;
  9. allenati, migliaia e migliaia di volte a partire da fermo e a muovere il primo passo di una figura sul primo battito della prima battuta della prima frase di ogni brano; poi migliaia e migliaia di volte a partire da fermo col primo passo di una figura sul primo battito della prima battuta della seconda frase di ogni brano; poi migliaia di volte a partire da fermo col primo passo di una figura sul primo battito della prima battuta della seconda semifrase di ogni frase del brano. Poi allenati, decine di migliaia di volte a partire da fermo col primo passo di una figurazione sul primo battito di una qualsiasi battuta all’interno di una frase riconoscendo su quale delle sedici battute iniziamo. Ripeti questo esercizio per le differenti figure e balli per migliaia e migliaia di volte, su differenti musiche;
  10. acquisisci sicurezza nello “stare a tempo” cioè nel muovere il passo di ogni figura sul battito correttamente relativo (es: il primo passo della figura “giro a sin. del Valzer” va sempre sul primo battito della battuta; il 2° passo sul 2° battito; il 3° sul 3° battito; il 4° sul 1° battito; il 5° sul 2° battito; il 6° sul 3° battito).
  11. Un altro esempio: il primo passo di un giro a destra della mazurka va sempre mosso sul primo battito di una battuta pari (mai dispari) cioè della seconda battuta o della quarta o della sesta e così via; un terzo esempio: il primo passo di un giro a sinistra della mazurka va sempre mosso sul primo battito di una battuta dispari (mai pari) cioè della prima battuta o della terza o della quinta e così via; sbagliare misura significa poi muovere lo stop (fine frase) verso il centro pista anziché verso parete come è prescritto! Cioè si muove dalla parte opposta a quella che si deve! Alcune particolari coreografie della mazurka consentono anche di chiudere alla sedicesima battuta con lo stop mosso verso il centro pista, ma in questo caso bisogna cambiare di peso e poi ripartire col piede giusto (sinistro uomo e destro la dama).

Per imparare a riconoscere il tempo e per stare a tempo, è necessario allenarsi

correttamente molte decine di migliaia di volte nel modo descritto.

Non esiste un altro modo!

OSSERVAZIONI

Molte persone sono particolarmente dotate di “musicalità” e, come si suol dire, “hanno orecchio”, e acquisiscono il modo corretto di stare a tempo in pochissimi mesi o anche solo giorni; per queste persone è del tutto naturale stare a tempo.

Altre trovano difficoltà e per esse è necessario un lungo allenamento con esercizi elementari e via via sempre più difficili.

Infatti, ci sono brani nei quali è facile riconoscere i battiti, le misure e le frasi, mentre in altri brani musicali può diventare difficile in quanto il metronomo è debole, la cadenza è soffocata da altri strumenti, la musicalità complessiva del brano è orientata alla melodia e al fraseggio e molto meno sul battito vero e proprio che rimane soffocato dagli altri strumenti musicali.

In questi casi può diventare difficile riconoscere il tempo musicale.

Dalla mia esperienza di Giudice di Gara, ho visto ballare “fuori tempo” sia competitori della Classe “C” (molti), che “B” (un po’ meno) e sia di “A”; in alcuni rari casi anche di “XP Professional”.

CONCLUSIONI

Ci sono competitori, anche di Classe “A”, che trovano difficoltà a partire correttamente a tempo e a mantenere il tempo durante le competizioni.

Vedo nelle gare che questi competitori tengono osservato con la coda dell’occhio gli altri competitori in gara notoriamente più bravi e vicini a loro per cogliere da essi l’attimo di movimento parallelo al tempo musicale.

Dall’esperienza fin qui raggiunta si può affermare che stare a tempo per una cera quota di competitori (e una elevata quota di non competitori) può essere difficile; per molti è invece facile e naturale.

Se una coppia balla fuori tempo a livello di Ballo popolare è poco danno; se gareggia nel settore preagonistico viene subito notato ma i giudici di gara potrebbero anche sorvolare l’errore se la coppia si ferma e rientra in tempo abbastanza rapidamente (nel giro di due – tre battute); se il fuori tempo si verifica nelle Classi “C” o “B” o superiori non è assolutamente tollerato; infine, in una competizione nella Classe AS o “XP Professional” non è concepibile ballare fuori tempo.

Solo col costante, continuo e perseverante allenamento è possibile per tutti imparare a stare a tempo.

Maestri: Monica Canova e Sauro Amboni

Tecnici Federali FIDS/CONI

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1 commento a “Stare a tempo: Consigli pratici”

avatar kkkk

Il sig. Sauro Amboni ha esposto concetti teorici e grafici molto interessanti.
Volevo solo aggiungere che alla nota doverosa del sig. Amboni in cui chiarisce:
” il grafico è tratto dal Manuale del Tecnico Federale della Danza Sportiva della FIDS del CONI (PAG.177) “,
doveva seguirne un’altra altrettanto doverosa per chiarire che gli esercizi grafici (e molto altro) sono stati “prelevati” dal Trattato di Orchesografia della Prof.ssa Elena Barbieri., maestra ANMB.
Su questo trattato lo stesso sig. Amboni scrisse una bellissima recensione che potete leggere all’indirizzo:
http://www.scuolediballo.com/news_dettaglio.php?id=2502
e che vi riassumo per comodità. Il sig. Amboni scrisse:

” Questo testo (TRATTATO DI ORCHESOGRAFIA” di Elena Barbieri) è un’opera ad elevato contenuto professionale adatta a Maestri o cultori che si avviano alla complessa e difficile arte dell’insegnamento del Ballo.
Tratta in maniera compiuta, rigorosa d esaustiva della Metodologia, Didattica e Pedagogia della Danza Sportiva in termini prevalentemente e specificatamente musicali.
In particolare, nell’opera, vengono trattate:
la pedagogia,
la didattica e la metodologia dell’insegnamento del Ballo;
lo Show Dance e le Formazioni; la Ritmica e la Metrica;
la Teoria Musicale;
la Grafia Musicale in generale e la sistematica delle Figure Standard e Latino-Americane;
i principi ed i vincoli alla base della costruzione delle Sequenze mostrando l’utilità del metodo illustrato.
Che io conosca, è l’unica opera esistente in Italia con la NOTAZIONE MUSICALE di tutte le figure delle Danze Standard e Latino-Americane. ”

Ovviamente, io posseggo tale Trattato, altrimenti non mi sarei permesso di fare le affermazioni di cui sopra.
Sono certo che non c’è mala fede nella dimenticanza del sig. Amboni, ma è una semplice svista.
Gli chiedo scusa per questo mio “rilievo”, e sono certo che condividerà se esprimo a nome di tutti i ballerini e/o insegnanti, un profondo grazie alla Prof.ssa Elena Barbieri per questa Sua grande e “divina” opera, unica al Mondo.

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