Home / Danza e Balletto / Voce ai danzatori del Teatro Massimo di Palermo

Voce ai danzatori del Teatro Massimo di Palermo

closeQuesto articolo è stato pubblicato 1 anno 27 giorni fa quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi.

 

Nei giorni scorsi una  lunga e bella intervista è stata rivolta al direttore, Maestro di Ballo del Teatro Massimo, Luciano Cannito, prendiamo atto della vicinanza dimostrata. Con questa lettera, esprimiamo il nostro stato delle cose.

 

 “Noi danzatori della Fondazione Teatro Massimo di Palermo, viviamo una situazione di forte disagio da diverso tempo, non solo dal periodo contrattuale de “Lo Schiaccianoci”.

  L’andata in quiescenza lo scorso Ottobre di nove nostri colleghi,a fronte dei soli otto danzatori stabili rimasti in forze (rimarranno in sei a Luglio ed in quattro l’anno prossimo!)in un ‘organico che prevederebbe 31 elementi,ha destato in noi la preoccupazione dell’imminente chiusura del settore.  A detta della Sovrintendenza,  il nostro teatro vanta un attivo di bilancio eppure risulta essere il teatro in cui si investe meno sulla danza in tutta Italia.

 Durante gli anni della sua direzione,il Maestro Luciano Cannito ha sempre visto la nostra collaborazione; abbiamo abbracciato con fiducia ed entusiasmo i progetti che il Maestro ha presentato per questo corpo di ballo, sostenendo  e supportando le produzioni di balletto seppur in condizioni di lavoro non ottimali,in vista di prospettive, da lui stesso manifestate ,di un futuro migliore. Abbiamo stretto i denti di fronte a contratti sempre più brevi(3-4 mesi l’anno in tutto), sale di danza in pessime condizioni e conseguentemente numerosi infortuni,anche gravi,doppi spettacoli senza doppi cast o sostituzioni. Consapevoli che parte di questi disagi siano dovuti ad un’esigenza di risanamento del bilancio alla quale possiamo affermare di aver contribuito.

 Purtroppo il concetto di “flessibilità” che il Maestro Cannito affronta,ci appare un po’ distante dalla nostra realtà considerato che la sovrintendenza non concede permessi artistici neppure per quei contratti che si accavallano seppur di pochi giorni con  gli impegni del teatro e, che le date di inizio contratto non vengono comunicate con adeguato anticipo.  Sarebbe estremamente stimolante poter arricchire il nostro bagaglio artistico lavorando in altri teatri in Italia o all’estero e poter contribuire con il nostro apporto alla crescita qualitativa del corpo di ballo;eppure gli aventi diritto non possono rifiutare neppure un contratto pena la perdita del diritto di precedenza.

 Ci preme sottolineare ,in riferimento allo sciopero di Dicembre, come questo sia arrivato dopo anni di manifestazioni pacifiche in cui abbiamo avuto premura di tutelare sia il teatro che il nostro pubblico,sperando che la nostra fiducia nei confronti della direzione venisse ripagata. Un aspetto di tutta questa vicenda che ci amareggia molto e’ vedere come  invece il nostro sciopero sia stato purtroppo  strumentalizzato a mezzo stampa più volte.

 Arrivando agli ultimi fatti:abbiamo assistito con rabbia alla sostituzione(l’ennesima in cartellone)del corpo di ballo con la compagnia del teatro di Kiev,comunicata ai sindacati solo 10 giorni prima del debutto del balletto Don Quixote”,giustificata dalla direzione per motivi economici. Noi danzatori ci  vediamo adesso messi alla porta del nostro teatro,che abbiamo servito per 10-15 anni,acquisendo il diritto di precedenza a seguito di audizioni triennali da noi regolarmente sostenute e superate ,definite dal Maestro Cannito, con nostra piena approvazione, “pulite e trasparenti”. Inoltre nessuna delucidazione sui nostri futuri impegni nelle produzioni in cartellone ci e’ stata ad oggi fornita e questo ci amareggia e ci preoccupa. Purtroppo, non c’e’ chiarezza sulla nostra partecipazione anche alla prossima stagione alla quale il nostro direttore afferma di stare già lavorando.

 Le nostre infaticabili, pacifiche e continue manifestazioni davanti al teatro(andiamo avanti da 4 mesi)hanno sensibilizzato la città ed il nostro pubblico che e’ sempre stato la nostra forza:in molti ci hanno manifestato la loro solidarietà e la piena approvazione per le nostre istanze ed il nostro operato.  Saremmo stati felici se, almeno una volta, il nostro direttore si fosse affacciato in piazza a parlare con i suoi ragazzi, manifestandoci la sua vicinanza, magari  apponendo simbolicamente la sua firma tra le migliaia che abbiamo raccolto a favore del corpo di ballo.

 Accogliamo  in pieno la speranza  di riprendere al più presto una serena attività lavorativa all’interno del nostro magnifico teatro, desideriamo solo poter continuare ad esistere.

 Nel segno della danza. E dell’arte”.

 Aventi diritto e precari Fondazione Teatro Massimo

 

 

About FEDERICA

Avatar of FEDERICA

E' necessario eseguire il login per lasciare un commento.

DSI London
Scroll To Top
%d bloggers like this: