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Intervista a Gianluca Matarese

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Per trasparenza, viste le anomale interpretazioni del testo precedente, riproponiamo, in versione integrale, l’intervista al Presidente FIPD Gianluca Matarese.

Sei un ex competitore, ufficiale di gara, esaminatore FIPD ma nella vita hai scelto di fare altro restando comunque legato al mondo della danza sportiva. Raccontaci il tuo percorso.

La danza sportiva è sempre stata la mia passione. Ho cominciato a ballare da piccolo, da quando mia madre era incinta. Figlia lei stessa di un maestro di ballo ed ex competitrice di danze di società (allora così venivano chiamate). Mio nonno, suo padre è stato, nel 1949, un firmatario dello statuto dell’ANMB. In casa si è sempre respirata aria di Liscio, ed io ascoltavo solo musica come Cumparsita, Adios Muchachos e sul bel Danubio Blu. I miei erano soci di un circolo di ballo: Circolo Averno. Li ho iniziato a muovere i primi passi nelle gare, allora organizzate in tre giorni, tre appuntamenti con tango (nella prima serata), valzer brillante (nella seconda) e tutti e due i balli insieme nel round finale della terza giornata.  La mia prima vera competizione è stata alla Ca’ del liscio di Ravenna, avevo sei anni. Ho smesso di competere nel 1998, come amatore, in seguito ad un incidente della mia partner e alla prematura morte di mia madre colpita da un cancro. Da allora ho continuato a dedicarmi allo sport della danza, ma da un punto di vista più istituzionale, mentre per quanto riguarda la vita lavorativa ho scelto di entrare nella polizia economico-finanziaria, pur comunque continuando a dare qualche lezione tra amici, e poi eccomi arrivato in FIPD e a essere tesserato FIDS.

Come concili questi impegni con il tuo lavoro?

La mia è una giornata divisa in due tempi: fino alle 17 c’è il mio lavoro, quello che mi permette di vivere  dignitosamente e dopo comincia tutto il resto. E’ difficile, il tempo libero è ridotto e la vita privata quasi inesistente, ma ne vale la pena. Quando le antiche passioni si uniscono alle nuove, l’alchimia che ne nasce è indescrivibile.

Secondo te come sta andando la danza sportiva dopo il commissariamento FIDS?

Mi dispiace che, nonostante al Commissario siano state affiancate persone con esperienza ventennale di danza sportiva, ancora oggi stiamo pagando per negligenze passate che continuano a farsi sentire. L’auspicio è che insieme si arrivi ad un risanamento di quella fetta di danza sportiva che chiamiamo “sporca”. Non amo parlare di “danza pulita”; non tutta la danza è stata ed è sporca. Si è trattato di gloria personale; come si sa alla fine, ed è la storia che ce lo insegna i più grandi condottieri accecati dal potere hanno commesso errori finendo poi per capitolare. Alcune persone, tornando alla danza sportiva, hanno cercato di accentrare tutto mediante la manipolazione delle giurie e classifiche preordinate. Ma questa ormai è storia e ci sono sentenze in merito.

 

 

Non hai notato miglioramenti?

Mi piacerebbe dire di si, ma purtroppo no, perché fino ad oggi il commissariamento (e mi rendo conto che l’eredità è stata pesante) non ha fatto altro che generare confusione, sia nei tecnici che negli atleti. Assistiamo ancora a cambiamenti repentini dei regolamenti, poca gradita al mondo degli sportivi, perché un regolamento si formula ad inizio della stagione agonistica ed è immodificabile durante il suo svolgimento. Ci sono sistemi di votazione che cambiano, modifiche nei vertici del settore tecnico ed arbitrale e di conseguenza tanta, tanta confusione. Pancalli è comunque bravo, si sta muovendo in un mondo che definirei paludoso, nessuno al posto suo avrebbe saputo fare di meglio ed in così poco tempo. Ha ascoltato veramente tutti e ha saputo scientemente e tempestivamente emanare norme e direttive di concerto con le richieste pervenute dal CONI. Ad ogni modo aspetto con ansia che si vada alla formazione di un governo che conduca in modo univoco la danza sportiva.

Però qualcosa per le federazioni dei maestri di ballo è stata fatta.

La FIDS è la federazione dei competitori e delle competizioni. Intorno orbitano altre strutture che sono poi gli enti di formazione dei maestri di ballo. Fino al 2006 esistevano tre federazioni di professionisti, poi con un’azione monopolistica di Galvagno è nata MIDAS a cui tutti i tecnici “dovevano” aderire. Con il commissariamento questo si è risolto, siamo stati ascoltati ed abbiamo riportato criteri democratici di scelta per i maestri.

Come sei diventato presidente FIPD?

Lo devo all’allora presidente Angelo Galli che mi ha indicato in un’assemblea, consegnandomi l’onorificenza del Trifoglio d’oro, come suo successore. Oggi contiamo 1400 iscritti, tutti grossi nomi della danza sportiva.

Come esaminatore cosa guardi negli aspiranti maestri di ballo?

Soprattutto ciò che hanno metabolizzato a livello di contenuti, come li sanno trasmettere e la loro capacità di comunicare. Perché oltre ai contenuti sono importanti l’energia, la passione e l’amore per la danza. Un tempo i diplomi si davano anche per corrispondenza. Io credo nello studio e nel sacrificio, non si deve dare una certificazione a chi non è competente, non è utile a nessuno.

Circola la voce che ti candiderai come presidente FIDS. E’ vero?

E’ una voce che circola da mesi ormai, ma non è vera. Io non sono stato candidato presidente FIPD ma, Angelo Galli mi ha indicato, poi una squadra ha espresso la volontà di avermi come presidente e per finire un’assemblea mi ha votato.  Il presidente che dovrà uscire dalla FIDS dovrà anch’esso rappresentare l’indicazione di una squadra ed essere eletto da un’assemblea e ad oggi non mi risultano candidature ufficiali. Auspico comunque che sia un nome che riesca a mettere d’accordo tutti.

C’è chi critica il fatto che tra i tuoi consiglieri ci siano personaggi implicati nella vicenda danza pulita, anche condannati dalla giustizia sportiva. Cosa rispondi a queste insinuazioni?

Come Lei stessa cita si tratta d’insinuazioni che inutilmente tentano di adombrare la mia immagine giacché non mi si può attaccare direttamente. Probabilmente per colpirmi ci si indirizza a persone vicine a me ad esempio si allude a Ciro Spina consigliere nazionale FIPD. Se vogliamo in modo esemplificativo analizzare questo come esempio si tratta di una persona che è stata sottoposta ad un procedimento di giustizia sportiva che ha portato per due anni alla sua inibizione dalle attività sportive. Ha scontato la propria sanzione ed ora dovrebbe essere trattato come ogni altro tesserato. Ma questa inibizione, ci tengo a dirlo, dovrebbe essere analizzata e conosciuta meglio dai tesserati valutando che il signor Spina era ciò che possiamo definire “uomo del presidente”, cioè persona che fedelmente eseguiva ciò che l’allora presidente gli indicava, già dai tempi in cui fu inserito come dirigente LITDS. Anche questa situazione è stata voluta e pilotata dall’allora presidente Ferruccio Galvagno. Era sorta una questione tra loro sulle tessere del settore amatoriale che Galvagno voleva rendere oggetto di business e Spina è stato attaccato molto duramente, anche a livello pubblico. Stabilire in modo certo i loro accordi è cosa difficile se non impossibile, certo che se la giustizia sportiva ha stabilito una sanzione ci saranno stati dei validi motivi, ma la vicenda, vista la relazione che intercorreva fra Spina e Galvagno, ha lasciato chiaramente molti rumor fra il popolo della danza. Nei corridoi addirittura si dice che Galvagno abbia fatto pressioni anche sulla Procura Federale affinché, pur in assenza di prove, condannasse Ciro Spina, ma sono voci di incompetenti, senza dubbio sono futili chiacchiere. Per ciò che riguarda il passato quindi non mi esprimo, non avendo elementi in merito, per ciò che riguarda il presente e la mia esperienza personale il maestro Spina ritengo che non ha mai avuto niente a che fare con la danza “sporca” né con la cosiddetta operazione “danza pulita” che ha preso avvio da altre vicende, lo dimostra il fatto che anche da un punto di vista giuridico non ne sia stato coinvolto.

Comunque gli attacchi nei tuoi confronti sono stati pesanti.

Mi verrebbe di rispondere con un aforisma di Ghandi “ prima m’ignorano, poi mi deridono, poi mi combattono, poi vinco” . Ma qui non c’è nulla da poter vincere. Comunque si, e mi sorprende tanta meschinità. Tutto parte da un blog, forse gestito da Nicola Cuocci, oggi radiato da FIDS a seguito di una sentenza tra l’altro anche acclarata in secondo grado. Dietro di lui credo, in effetti, si celi, l’ex presidente Ferruccio Galvagno che, attraverso il blog fa sentire la sua voce e che, come sempre, continua nella sua personale interpretazione delle cose. Ma, soprattutto, cerca di distogliere l’attenzione dei media dai processi chiave che stanno per cominciare. Fossi in lui mi occuperei di questo e non di cose che ormai non lo riguardano più.

Nel caso tu fossi candidato alla FIDS lasceresti la presidenza della FIPD?

Attualmente non sono un candidato ne un aspirante tale. E di elezioni non si parla.  Ed in ogni caso, se Iddio vorrà almeno per i prossimi due anni, fino a scadenza del mandato rimarrò alla FIPD. Poi vedremo, forse questioni riguardanti il mio lavoro potranno aprire nuovi scenari che magari mi porteranno oltre i confini nazionali per un po’ –

Ad Maiora.   

                                                                                                                                   Gianluca Matarese

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