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OLIMPIADI 2020: la danza sportiva nuovamente esclusa

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Anche le  Olimpiadi  di Rio de Janeiro 2016 sono giunte al termine con i suoi 28 sport e 42 discipline sportive. Gli Stati Uniti si confermano anche questa volta campioni assoluti con le loro 121 medaglie. L’Italia si piazza in nona posizione nel medagliere olimpico con 28 medaglie all’attivo di cui 8 oro, 12 argento e 8 bronzo. Complimenti a tutti i nostri atleti che ci hanno degnamente rappresentato.

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha deciso di aggiungere 5 nuovi sport (su 26 proponenti, tra le quali la danza sportiva) alle discipline olimpiche che verranno inserite nei prossimi giochi di Tokyo 2020. Le nuove discipline ammesse sono skate, surf, karate, arrampicata sportiva e baseball (softball per le donne) quest’ultimo solo per l’edizione giapponese, in quanto il CIO ha stabilito che gli organizzatori locali delle Olimpiadi possono proporre l’aggiunta di almeno uno sport per i loro giochi. Mentre per questa edizione è stato aggiunto solo il Rugby nella sua forma a 7 e non solo più in quella classica a 15 giocatori e il Golf che torna dopo tanto a essere disciplina olimpica.

Detto questo di Danza Sportiva neanche l’ombra né in questa, né nella prossima edizione nipponica, perché?

Vige ancora oggi una credenza nello scenario dell’opinione pubblica: la danza è una forma d’arte e intrattenimento non di certo uno sport olimpico.

Eppure la WDSF aveva posto “la scommessa 2” come testimonia il video che segue.

Grande delusione quindi per gli appassionati anche di questo sport e per i 3,573 sostenitori che hanno firmato la petizione online, che vedevano nelle olimpiadi un’opportunità per far progredire il movimento della danza sportiva grazie alla visibilità dei media ed il conseguente interesse degli sponsor.

Ma volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, questo sport avrà altre chance di essere ammesso ai giochi olimpici, magari quando avrà dimostrato di essere organizzato e regolato con maggiore trasparenza, sportività e terzietà.

Auspicando ad una maggiore coesione in questo frastagliato sport diviso tra troppe federazioni, associazioni e fazioni che non dialogano, non progrediscono, non costruiscono… riguardiamo al bicchiere mezzo pieno forse ci siamo risparmiati una “figuraccia” olimpica.

 

laura

OLIMPIADI 2020: la danza sportiva nuovamente esclusa

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Anche le  Olimpiadi  di Rio de Janeiro 2016 sono giunte al termine con i suoi 28 sport e 42 discipline sportive. Gli Stati Uniti si confermano anche questa volta campioni assoluti con le loro 121 medaglie. L’Italia si piazza in nona posizione nel medagliere olimpico con 28 medaglie all’attivo di cui 8 oro, 12 argento e 8 bronzo. Complimenti a tutti i nostri atleti che ci hanno degnamente rappresentato.

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha deciso di aggiungere 5 nuovi sport (su 26 proponenti, tra le quali la danza sportiva) alle discipline olimpiche che verranno inserite nei prossimi giochi di Tokyo 2020. Le nuove discipline ammesse sono skate, surf, karate, arrampicata sportiva e baseball (softball per le donne) quest’ultimo solo per l’edizione giapponese, in quanto il CIO ha stabilito che gli organizzatori locali delle Olimpiadi possono proporre l’aggiunta di almeno uno sport per i loro giochi. Mentre per questa edizione è stato aggiunto solo il Rugby nella sua forma a 7 e non solo più in quella classica a 15 giocatori e il Golf che torna dopo tanto a essere disciplina olimpica.

Detto questo di Danza Sportiva neanche l’ombra né in questa, né nella prossima edizione nipponica, perché?

Vige ancora oggi una credenza nello scenario dell’opinione pubblica: la danza è una forma d’arte e intrattenimento non di certo uno sport olimpico.

Eppure la WDSF aveva posto “la scommessa 2” come testimonia il video che segue.

Grande delusione quindi per gli appassionati anche di questo sport e per i 3,573 sostenitori che hanno firmato la petizione online, che vedevano nelle olimpiadi un’opportunità per far progredire il movimento della danza sportiva grazie alla visibilità dei media ed il conseguente interesse degli sponsor.

Ma volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, questo sport avrà altre chance di essere ammesso ai giochi olimpici, magari quando avrà dimostrato di essere organizzato e regolato con maggiore trasparenza, sportività e terzietà.

Auspicando ad una maggiore coesione in questo frastagliato sport diviso tra troppe federazioni, associazioni e fazioni che non dialogano, non progrediscono, non costruiscono… riguardiamo al bicchiere mezzo pieno forse ci siamo risparmiati una “figuraccia” olimpica.

 

laura

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