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Allenamenti sospesi in Zona Rossa per atleti EPS

Discriminazione tra atleti federali e degli Enti di promozione sportiva

Allenamenti sospesi in zona rossa per atleti aderenti agli Enti di Promozione sportiva (EPS).

Questo è quanto evidenziato dalle FAQ del dipartimento sport del GOVERNO aggiornate al DPCM del 2 Marzo. Devono quindi fermarsi gli allenamenti degli atleti EPS in zona ROSSA anche laddove si tratti di atleti che si allenino in vista di eventi di preminente interesse nazionale così come individuati precedentemente dal calendario del CONI.
Nelle nuove FAQ aggiornate al DPCM del 2 Marzo, è stato introdotto questo un chiarimento che non era mai emerso inseguito ai precedenti DPCM. Allenamenti sospesi in zona rossa per gli atleti eps.
In rifermento alla sospensione in zona rossa degli eventi e le competizioni organizzati dagli EPS, è chiarito che, nelle zone rosse, sono SOSPESI anche gli allenamenti degli atleti delle EPS.
Tale DIVIETO di allenamento, anche per gli atleti agonisti, vale anche per le zone ARANCIONI RAFFORZATE qualora ci sia la sospensione degli Eventi degli EPS.
E’ possibile consultare qui le FAQ http://www.sport.governo.it/it/emergenza-covid-19/faq/

Se in zona rossa possono proseguire gli eventi delle Federazioni sportive nazionali, come mai non possono proseguire quelli degli enti di promozione sportiva? Questa è la domanda che in molti si stanno ponendo inseguito alla diffusione della FAQ che evidenzia la sospensione degli allenamenti in zona Rossa.

Nei mesi precedenti gli enti di promozione sportiva avevano aggiornato i loro calendari ufficiali per decretare gli eventi di preminente interesse nazionale al pari delle Federazioni. In queste ore si leggono tutte le reazioni alle faq pubblicate dal governo
Molea, Presidente ACSI: “Disparità inaccettabile”
“Che differenza c’è tra un atleta federale e un atleta tesserato a un ente di promozione sportiva, se sempre di atleti agonisti parliamo? La distinzione fatta per vietare gli allenamenti in zona rossa è incomprensibile e pericolosa: vi si ponga subito rimedio”.
“Dunque, se vivo in zona rossa ma sono iscritto a un campionato nazionale che si terrà in zona bianca, mi vedo costretto a non allenarmi e, quindi, a non parteciparvi: incomprensibile, sbagliato e discriminatorio – tuona il presidente Molea -. Quindi da oggi, tutti gli atleti agonisti che vorranno allenarsi dovranno per forza iscriversi a una federazione: forse si vuole il loro monopolio, chissà. Ma che differenza vi è tra un atleta federale e un atleta di un ente di promozione sportiva che si sta preparando per una competizione nazionale o addirittura internazionale? Si ponga subito rimedio a questa incomprensibile disparità: abbiamo abbondantemente dimostrato di essere ambiti sicuri e necessari per tanti giovani e adulti, basta con le discriminazioni e gli atleti di serie A e di serie B”.
Ma non solo Molea, anche UISP scrive: “a che gioco vogliamo giocare”, e oggi arriva il comunicato congiunto di tutti gli EPS intitolato “CHI NON RISPETTA IL PROTOCOLLO?”
La scelta di sospendere nelle zone rosse gli allenamenti degli atleti degli Enti di promozione sportiva, è l’ennesima disparità di trattamento che si trova costretto a subire il mondo dello sport di base.
Un provvedimento inserito nelle FAQ del Dipartimento Sport nonostante non trovi alcun riscontro nel Dpcm in vigore da oggi.
Purtroppo non è il primo episodio, anzi: da quando è iniziata la pandemia gli Enti di promozione sportiva hanno più volte denunciato i contenuti di misure a due marce, come se il virus potesse aggirarsi solo nelle palestre di ASD e SSD affiliate agli Enti di Promozione, e non invece all’interno di strutture di altri organismi sportivi.
Lo ribadiamo oggi ancora più forti e uniti, attraverso il Coordinamento degli EPS presso il Coni: non è una diversa tessera che può fare la differenza! Il virus non distingue colori, né simboli! Quando decide di contagiare, lo fa ovunque e con chiunque. Dall’impianto di quartiere ai ritiri della Serie A!
Non abbiamo niente in contrario con la ripartenza dello sport professionistico.
Non si inneschi stavolta una guerra a chi tira giù l’altro: vogliamo solo parità di trattamento tra tutti gli Organismi Sportivi. Il discrimine deve essere la sicurezza e il rispetto dei protocolli, sicurezza e rispetto di protocolli che gli Enti di Promozione Sportiva hanno concordato con il Governo e imposto, non senza sacrifici di risorse e personale, alle loro Società.
Chiediamo che nessuno possa essere lasciato indietro, che si ripensi alla scelta di considerare una tessera federale immune dal virus e quella di un Ente soggetta invece a contagio. Con questo provvedimento, invece, il messaggio che passa continua ad essere quello di due pesi, due misure!
Sì, perché è arrivato il momento di denunciare anche questo: le nostre ASD e SSD in un anno di pandemia non hanno perso soltanto soldi e lavoro, ma anche migliaia di tesserati che – tra il restare fermi e il poter fare sport – hanno preferito tesserarsi con altri organismi ai quali invece era consentita ancora la pratica sportiva. Vogliamo ancora pensare che dietro tali scelte del Dipartimento non esista un pregiudizio nei confronti degli affiliati agli Enti, ma l’effetto che genera è un diritto violato e una evidente discriminazione. Specie se si tiene in considerazione l’enorme sforzo e il grande senso di responsabilità che le nostre Società hanno dimostrato fin qui.
[…]
Un provvedimento che offende i nostri valori, la nostra valenza nel tessuto sociale italiano e la nostra serietà!
Noi i nostri protocolli li abbiamo sempre rispettati alla lettera, ma c’è un altro protocollo che ancora una volta qualcuno non onora: il protocollo dell’uguaglianza, del diritto di tutti e per tutti, e soprattutto quello della serietà e della parola data.
Che in Italia, ci spiace constatarlo, continua a non avere grande valore
Antonino Viti – ACSI
Bruno Molea – AICS
Luca Stevanato – ASC
Claudio Barbaro – ASI
Luigi Fortuna – CSAIN
Francesco Proietti – CSEN
Vittorio Bosio – CSI
Luigi Musacchia – CSN Libertas
Antonio Dima – CUSI
Paolo Serapiglia – ENDAS
Gran Francesco Lupattelli – MSP
Marco Perissa – OPES
Ciro Bisogno – PGS
Vincenzo Manco – UISP
Damiano Lembo – UsAcli

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