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Corriere della Sera: “Salvatore Scorfone licenziato perchè indagava troppo”

FIDS: "Scarfone, la FIDS e le fantasie del Corriere"

L’ex procuratore Federale FIDS, Salvatore Scarfone non poteva essere licenziato, almeno secondo l’ultima sentenza della Corte d’appello in tribunale grazie all’articolo 25 della Costituzione italiana: “Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge”. 

Questa è la vicenda raccontata sul Corriere della Sera in edicola Sabato scorso, a firma di Marco Bonarrigo.

A febbraio 2019 un suo dossier punta il dito contro il presidente Michele Barbone e l’intero consiglio federale. Ma, poche ore prima di consegnare l’avviso di chiusura delle indagini, Scarfone trova sostituita la serratura della porta del suo ufficio allo stadio Olimpico di Roma e riceve una lettera di licenziamento firmata dallo stesso Barbone. 

Però, dopo la riforma Malagò, un presidente federale non può rimuovere un procuratore. Così Scarfone impugna l’atto davanti al Tribunale federale della danza, che dichiara il suo ricorso inammissibile. Allora scrive alla Giunta del Coni, ma riceve risposte vaghe ed evasive. Nel frattempo la Federdanza lo sostituisce e gli atti della sua inchiesta vengono chiusi in un cassetto a doppia mandata: il governo federale si salva.

Lo scorso 11 giugno la Corte d’Appello della Danza (presieduta da un vero magistrato, Oriana Calabresi) dichiara illegittima la decisione di primo grado e rimette Scarfone al proprio posto. Nel frattempo il Gip del Tribunale di Rimini, Benedetta Vitolo aveva emesso misure cautelari, interdittive e coercitive nei confronti di 7 tesserati per aver falsato i risultati dei campionati italiani di Danze Latine del 2018, quando le coppie vincenti venivano segnalate ai giudici di gara dalle scuole di danza più potenti tramite una chat su Whatsapp. E cita il presidente Barbone per omessa denuncia dei casi di frode sportiva di cui era a conoscenza.

Due giorni fa Scarfone ha chiesto alla Federdanza di riavere il proprio posto, ma il presidente Barbone gli ha scritto una mail in cui considera nulla la sentenza che lo reinsedia. Il procuratore generale del Coni, Ugo Taucer ha preso tempo per capire come muoversi: una federazione con due procuratori non si era mai vista. Se la decisione non dovesse arrivare, sarà l’autorità giudiziaria a ribadire il principio che in Italia nessuno può sbarazzarsi del suo giudice naturale, nemmeno nel mondo dello sport.

La risposta della FIDS sul sito federale

Già nel Dicembre 2019 la Federazione italiana danza sportiva aveva chiarito la sua posizione in questa nota dal titolo: “La fids Risponde al Salvatore del diritto” pubblicata sul sito federdanza.it.

In pratica secondo la FIDS la ragione del licenziamento risiede in una rivendicazione di un inadeguato ed eccessivo compenso economico da parte dell’avvocato Scarfone.

La FIDS lo ha prontamente ribadito in un nuovo post: “Scarfone, la FIDS e le fantasie del Corriere” pubblicato sempre sul sito federale Sabato stesso.

La decisione della corte d’appello federale dell’11 Giugno.

Nel COMUNICATO CORTE FEDERALE D’APPELLO N. 1/2020, PUBBLICATO IL 17 GIUGNO 2020 (scaricabile in versione .PDF) si può leggere la decisione della Corte d’appello federale, presieduta da Oriana Calabresi che accoglie il reclamo dell’avvocato Scarfone.

La vicenda sembra essere destinata a proseguire con ulteriori sviluppi, nell’attesa di sapere se sarà l’avvocato Scarfone a riprendere il suo posto alla procura federale, o meno.

 

 

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