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“La Mistica della danza orientale”: il nuovo saggio su questa disciplina affascinante

Diana Migliano è una divulgatrice, ricercatrice e insegnante di danza del ventre. Recentemente si è cimentata nella scrittura del libro “La Mistica della Danza Orientale”. L’opera si intitola così per sottolineare l’aspetto spirituale che include, fra le altre cose, tale disciplina. Quest’ultima infatti ha origini molto antiche e, di conseguenza, è legata a dei particolari rituali: ciò è testimoniato, per esempio, dal rinvenimento di raffigurazioni di danzatrici incise sulle Piramidi egiziane.

La danza orientale nell’ultimo decennio ha avuto un vero e proprio exploit in Italia, che ora si è un po’ affievolito. Nonostante ciò, essa non è stata ancora regolamentata e quindi non può essere considerata ufficialmente un’attività sportiva al pari degli altri balli.

A parte il fattore spirituale, secondo l’autrice la danza orientale può essere anche espressione di semplice energia vitale o divertimento. Alcune coreografie vengono ideate con l’intento di essere “liberatorie”, per trascinare nel vortice della musica sia uomini che donne comuni (balli di questo tipo possono aiutare pure chi cerca di capire quale sia la sua vera identità di genere). Il ventre, del resto, è considerato assieme all’ombelico il punto di equilibrio di tutto il corpo e di connessione con il mondo: imparare a muoverlo bene, pertanto, agevola a sentirsi più in sintonia con l’ambiente che ci circonda. La danza orientale, insomma, almeno da questo punto di vista è tutto il contrario della danza classica, dove si devono tenere fermi pancia e bacino e tutto il corpo appare più rigido e in asse.

Nel volume, inoltre, un capitolo è dedicato ai benefici che la danza orientale può apportare a livello fisico, come in primis la diminuzione dei dolori mestruali. Diana Migliano consiglia di approcciarsi ad essa cercando all’inizio di seguire la musica in maniera istintiva, andando solo in un secondo momento a studiare i singoli passi e movimenti, che vengono presentati anche attraverso queste pagine. Diana racconta che non è stato facile codificarli, perché ognuno di essi di frequente viene chiamato in modi differenti dai vari maestri e dalle varie scuole/correnti.

Il celebre movimento dello shimmy, in cui si scuotono i fianchi, è rappresentato nel libro da un’illustrazione del disegnatore Michele D’Aloisio, dove si nota la dea Lilith che, col suo dimenarsi, simboleggia l’aspetto della donna più ribelle. Altrettanto suggestiva è la tavola illustrata riguardante la dea Iside, raffigurata con le braccia tenute nella posa a serpente e con le ali (da cui ha tratto ispirazione l’accessorio tipico della danza del ventre denominato appunto “Le Ali di Iside”). L’usanza di indossare la cintura in vita mentre si balla danza orientale, invece, deriva dal costume greco-romano e in queste pagine lo dimostra l’illustrazione della dea Afrodite con una cinta dorata.

Per approfondire ulteriormente tutti questi argomenti, è possibile acquistare il saggio recandosi nelle migliori librerie, oppure ordinandolo online su Amazon o sul sito www.ilgiardinodeilibri.it

 

 

 

 

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